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| STORIA > Lettera di P. Duban a Monsignore il Marchese di Torcy, ministro e segretario di Stato, sul nuovo stabilimento della missione de’ padri gesuiti nella Crimea, 1713
Un’interessante
descrizione dei Tatari è nelle Lettres édifiantes
et curieuses écrites des missions étrangères
par quelques missionnaires de la Compagnie de Jésus, una
collezione di 34 volumi di lettere inviate in Europa dai missionari
gesuiti in Cina, Asia, India e America. Queste furono pubblicate tra
il 1702 e il 1776 con gran successo (*) poiché fornivano molti
dettagli sulle culture extra-europee: Voltaire, Montesquieu, Leibniz
e tanti altri ne elogiarono il ruolo nell’evoluzione delle idee e
della cultura.
Monsignore
(1), .
. Note: *. Ampi estratti dell’opera furono tradotti in spagnolo ((1753-57), in tedesco (1726-61), in inglese (1743) e in italiano (1825-29), mentre l’ultima edizione completa in francese fu curata dal letterato Louis-Aimé Martin (1782-1847) e pubblicata tra il 1838 e il 1843. **. La prima traduzione italiana si intitola Scelta di lettere edificanti scritte dalle missioni straniere preceduta da quadri geografici storici, politici, religiosi e letterari de’ Paesi di missione accresciuta di un ragguaglio storico sulle missioni straniere di nuove lettere edificanti ed altri scelti pezzi e la lettera qui riportata è inserita – in estratto – nel tomo VII alle pp. 217-268. Le note sono a cura dell’associazione culturale Larici, 2009. 1. La lettera è indirizzata al marchese Jean-Baptiste Colbert de Torcy (1665-1746), figlio del ministro Charles e nipote dell’economista Louis Colbert, detto “le grand” (1619-1683). Egli fu segretario di stato agli Affari esteri negli anni 1709, 1710 e 1711 e fu molto attivo nella stesura del trattato di Utrecht (1713) e di quello di Rastatt (1714). Nel contempo, creò la prima accademia per la formazione di giovani diplomatici all’estero e un archivio diplomatico centralizzato a servizio degli storici. (N.d.C.)
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