STORIA E MITOLOGIA > Francesco Algarotti, Viaggi di Russia, 1739-1763
STORIA E MITOLOGIA > Francesco Algarotti, Alla Maestà di Anna Giovannona imperatrice delle Russie, 1735 ca.

 

Viaggiatore, consigliere di re, spirito eclettico e scrittore prolifico, Francesco Algarotti si occupò di storia, di arte, di letteratura, di scienza e della loro divulgazione nel periodo dell’Illuminismo.
Nato a Venezia l’11 dicembre 1712 da una ricca famiglia di commercianti, studiò, a Bologna e a Firenze, fisica sperimentale, astronomia, medicina e le lingue. Nel 1735, si trasferì a Parigi, dove presentò Newtonianesimo per le dame, una piccola opera di divulgazione scientifica molto apprezzata dai suoi contemporanei. Poco dopo andò a Londra e conobbe Lord John Hervey (1696-1743), uomo politico inglese molto chiacchierato per la sua bisessualità, che lo fece accogliere nella
Royal Society, prestigiosa accademia scientifica.
Nel 1739 Algarotti compì un lungo viaggio attraverso l’Olanda, il Belgio, la Danimarca, la Svezia e la Russia fino a San Pietroburgo per accompagnare la delegazione ufficiale inglese – cui faceva parte, oltre a Lord Hervey, il diplomatico e scrittore russo Antioch Dmitrievic Kantemir (1708-1744) – al matrimonio della principessa Anna Leopol’dovna, nipote della zarina Anna Ivanovna. Durante il viaggio, che dopo San Pietroburgo toccò Lipsia e Dresda, Algarotti scrisse il
Giornale di viaggio da Londra a Petersbourg nel vascello The Augusta di Mylord Baltimore nel mese di maggio v.s. L’anno MDCCXXXIX., che vent’anni dopo diventò la base del libro Saggio di lettere sopra la Russia (o Viaggi di Russia come si preferì titolarlo subito dopo la sua morte), composto di otto lettere ipoteticamente indirizzate a Lord Hervey e di altre quattro lettere (ma nella prima edizione ce n’era una sola) per lo storico veronese Scipione Maffei (1675-1755).
Nel 1740-1753 (tranne nel 1743-44 in cui fu alla corte di Augusto III di Sassonia), Algarotti fu al servizio del re di Prussia, Federico II il Grande, del quale fu all’inizio amante, che lo nominò conte, ciambellano e, nel 1753, gli diede una missione diplomatica alla corte di Torino. Malato di tubercolosi, Algarotti restò in Italia, soggiornando a Venezia, a Bologna (dove istituì l’Accademia degli Indomiti) e, infine, a Pisa. Morì il 3 maggio 1764 e Federico II gli fece erigere un imponente monumento nel camposanto di Pisa.
Il
Saggio di lettere sopra la Russia o Viaggi di Russia è tra i libri più apprezzati della produzione algarottiana, tanto è ricco di descrizioni di paesaggi, di usanze e di informazioni dettagliate sulla struttura politica, economica e militare dell’impero russo e sulle conoscenze scientifiche dell’epoca in Europa, che egli constatò o apprese di persona o desunse da letture (come le Lettere moscovite di Locatelli).
È anche, un libro che consente una lettura a due livelli, il primo informativo su com’era la Russia nella prima metà del Settecento, l’altro più dottrinale sia per i numerosi e precisi riferimenti a fatti, luoghi, persone che per le molte citazioni che lo arricchiscono. A ben vedere ci sarebbe un terzo livello, ossia quello comparativo, perché le ristampe del libro differiscono tra loro e non solo per la punteggiatura, ma per una parola aggiunta, una mancante, un inciso, una precisazione, una variazione... anche se non sapremo mai se le correzioni più marcate – particolarmente nella Lettera VII – siano state effettuate personalmente da Algarotti o da un discepolo o da un editore intraprendente, così come non si saprà mai se il titolo
Viaggi di Russia sia stato approvato dall’Autore.
Per questi motivi, la nostra trascrizione dell’opera non è una semplice copiatura, ma si è cercato di seguire un percorso utile a tutti e tre i livelli sopraddetti per chi li volesse ulteriormente approfondire. Le prime nove lettere sono state restituite secondo la loro prima, originale versione (1760), le altre tre sono state prese dall’edizione successiva che le comprende. Tutte sono state ampiamente annotate per spiegare termini, informare sulle persone, tradurre le citazioni, suggerire i riferimenti storici e segnalare le più importanti variazioni che si sono riscontrate paragonando diverse edizioni. Un lavoro meticoloso che l’associazione culturale Larici mette a disposizione.
Accanto a questo, si riporta una curiosità: la lode alla zarina Anna Ivanovna Romanova che Francesco Algarotti scrisse certamente prima del viaggio in Russia, a mo’ di dedica della traduzione in russo del suo libro
Newtonianesimo per le dame eseguita dall’amico Kantemir, come anche ha asserito Salvatore Rotta: «Tutti gli accenni dell’ode che potrebbero far pensare a una conoscenza diretta di San Pietroburgo erano in realtà ormai luoghi comuni negli ambienti colti, anche senza ipotizzare notizie provenienti appunto dal Kantemir». Un’ode che è nello spirito tipico di molti illuministi, tra cui Voltaire, che pur di raggiungere il grande pubblico con le proprie opere non esita ad adulare i potenti da cui la decisione dipendeva.

Alla Maestà di Anna Giovannona imperatrice delle Russie, 1735 ca.

Algarotti – Viaggi di Russia (con note) (717kB)

 

 

 

 

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