STORIA E MITOLOGIA > Costantino VII Porfirogenito, De Administrando Imperio, 948-952

 

Costantino VII Porfirogenito (905-959) fu imperatore bizantino per quarant’anni, ma in modo autonomo per quindici. Figlio degli imperatori Leone il Saggio e di Zoe, era appassionato di lettere e arti e fu scultore, pittore, musico, scrittore e compilatore del sapere antico. Per queste attività viene ricordato come il fautore della rinascita dell’insegnamento e della vita intellettuale nell’impero bizantino.
A lui attribuite sono le opere
Geoponica (raccolta delle conoscenze agrarie), De Ceremoniis (trattato sulle procedure della corte imperiale), De Administrando Imperio e una biografia del nonno Basilio I.
De Administrando Imperio è il titolo comunemente utilizzato per l’opera scritta in greco tra il 948 e il 952 e tradotto in italiano con Amministrazione dell’impero o Dell’amministrazione dell’impero, ma originariamente era Pros ton idion yion Romanon (Al Nostro Proprio Figlio Romano) perché destinato a essere una guida per la politica interna ed estera per il figlio e successore Romano II (nella foto, padre e figlio). In esso – forse riunione di due trattati distinti: Peri Ethnon (Sui popoli) e Peri Thematon (Sulle province) – si descrivono storia, usi e costumi dei popoli confinanti, oltre al modo migliore per combatterli, e gli eventi accaduti nelle provincie. La sua importanza storica sta soprattutto nell’essere una fonte originale della storia degli inizi di quella che sarà l’Europa: l’arrivo dei Serbi e dei Croati nei Balcani del VII secolo, la Rus’ di Kiev, la Grande Moravia, i Varjaghi (descritti come un popolo differente dagli Slavi) e le caratteristiche degli altri popoli, come i Peceneghi, gli Arabi, gli Armeni, i Georgiani e i Longobardi… Costantino VII dà consigli su come comportarsi con loro, se stringere o meno alleanze, quando come incontrarli ecc.
Contenendo molti segreti, non ne furono fatte copie per essere divulgata: se ne conoscono tre soli manoscritti completi (due a Parigi e una in Vaticano). Fu pubblicato per la prima volta nel 1611 da Johannes Meursius che gli diede il titolo latino con cui è ora conosciuto.

 

 

 

 

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