STORIA E MITOLOGIA > Viaggio dalla Crimea in Circassia il paese dei Tatari Nogaj fatto nel 1702 dal signor Ferrand, medico francese, 1702
STORIA E MITOLOGIA > Lettera di padre Duban a monsignore il marchese de Torcy, ministro e segretario di Stato, sulla fondazione della missione dei padri gesuiti in Crimea, 20 maggio 1713

 

Lettres édifiantes et curieuses écrites des missions étrangères par quelques missionnaires de la Compagnie de Jésus (Lettere edificanti e curiose scritte dalle missioni stranieri da missionari della Compagnia di Gesù) è il titolo di una collezione di 34 volumi di lettere inviate in Europa dai missionari gesuiti in Cina, Asia, India e America. Queste furono pubblicate tra il 1702 e il 1776 con gran successo (1) poiché fornivano molti dettagli sulle culture extra-europee: Voltaire, Montesquieu, Leibniz e altri ne elogiarono il ruolo nell’evoluzione delle idee e della cultura.
Le lettere parlano poco dell’opera apostolica, tesa a recuperare alla fede non i musulmani ma coloro che già erano cristiani (per lo più ortodossi) o quantomeno vicini a loro per tradizione familiare. Si addentrano, invece, con molti particolari, nella storia e negli usi e costumi dei popoli incontrati, perché esse dovevano poter essere redatte in più copie e distribuite ai benefattori – che mantenevano i missionari – e ai mercanti europei, interessati a intrecciare affari in quei Paesi lontani. Se all’epoca assumevano un valore informativo – non per nulla nelle ristampe ottocentesche le lettere erano collocate nelle collane editoriali dedicate ai viaggi e alle esplorazioni – poco a poco l’interesse si fece politico, in quanto fino alla fine del XVIII secolo le missioni rappresentarono l’unico punto di contatto tra occidentali e popolo tataro (2), e oggi ne hanno uno prettamente storico, perché aiutano a ricostruire l’evoluzione di un Paese e a conoscere modi vivendi altrimenti ignoti.
Qui si riportano due lettere che illustrano usi, costumi e aneddoti dei Tatari del khanato di Crimea. La prima fu scritta nel 1713 dal padre gesuita Claude Duban al Segretario di Stato francese per erudirlo sui Tatari musulmani che occupavano i territori della Crimea o vicini a essa. La seconda, più breve, è del dottor Ferrand, medico personale del khan della Crimea, scritta nel 1707 in seguito a un viaggio tra i Tatari Circassi.
La traduzione di entrambe è nuova, integrale e annotata per rendere comprensibili o rintracciabili nomi e termini.

Note:
1. I primi ampi estratti dell’opera furono tradotti in spagnolo ((1753-57), in tedesco (1726-61), in inglese (1743); l’ultima edizione completa in francese fu curata dal letterato Louis-Aimé Martin (1782-1847) e pubblicata tra il 1838 e il 1843. La prima traduzione in lingua italiana, ridotta nella selezione dei brani e nella loro restituzione, è intitolata Scelta di lettere edificanti scritte dalle missioni straniere preceduta da quadri geografici storici, politici, religiosi e letterari de’ Paesi di missione accresciuta di un ragguaglio storico sulle missioni straniere di nuove lettere edificanti ed altri scelti pezzi e fu pubblicata nel 1825-29; è recuperabile sul web.
2. Interessanti saggi sui rapporti tra Occidente e impero turco e ottomano sono stati scritti dallo storico francese Gilles Veinstein (1945), del quale qui si allega (cliccare qui) un articolo, in francese, espressamente dedicato ai missionari gesuiti e ai rappresentanti francesi in Crimea all’inizio del XVIII secolo.

 

 

 

 

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