STORIA E MITOLOGIA > Giovan Battista Ramusio, Delle Navigationi et Viaggi, 1550-1606

 

Giovan Battista Ramusio (Treviso 1485 - Padova 1557), umanista, storico e geografo, raccolse nella sua celebre e ponderosa opera Delle Navigationi et viaggi, seguendo un ordine storico-geografico, i diari, le relazioni e le notazioni di marinai, mercanti e carovanieri, dall’età classica ai suoi tempi, intuendo che la divulgazione delle scoperte geografiche (territori, ma anche usi e costumi) avrebbe portato grandi mutamenti nella storia. L’enorme lavoro di raccolta, scelta, commento, traduzione – in cui, tra l’altro, compare la prima redazione italiana a stampa del Milione di Marco Polo – è considerato, per la precisa compilazione e per la competenza dei dati cartografici, uno dei fondamenti degli studi geografici moderni.
Ramusio nacque a Treviso, dove il padre era magistrato criminale, da una famiglia di origini riminesi che presto si trasferì a Venezia, potendo disporre di solide relazioni sociali con l’élite al potere e una consolidata posizione economica. Nel 1505, a vent’anni, entrò nella Cancelleria ducale e, dal 1533, nella Segreteria del Consiglio dei Dieci, la più alta magistratura dell’antica Repubblica di Venezia, per la quale fu impegnato in missioni diplomatiche per la Serenissima in Francia, a Roma e nei Cantoni svizzeri.
Le biografie ricordano, inoltre, che fu allievo di Pietro Pomponazzi a Padova, che conosceva il latino, il greco e “alcune” lingue orientali, che sono prova della sua vasta cultura umanistica le prefazioni all’edizione di Quintiliano (1514) e a quella della
Terza Deca di Tito Livio (1519), pubblicate dalla stamperia di Aldo Manuzio, che trattò importanti questioni geografiche nelle lettere a Navagero e a Fracastoro e fu in stretto contatto con il cartografo piemontese Giacomo Gastaldi per il disegno delle nuove mappe.
Per la compilazione di
Delle Navigationi et viaggi, Ramusio fu certamente aiutato dalla posizione di privilegio che occupava a Venezia, dove arrivavano scritture di ogni genere, lettere di ambasciatori, relazioni, diari, che contribuirono moltissimo alla conoscenza di quei mondi fino ad allora sconosciuti e, quindi, senza mappe (1).
Il primo volume, dedicato prevalentemente all’Africa (2), fu stampato nel 1550; il terzo, sul Nuovo Mondo, uscì tre anni dopo; il secondo, dedicato all’Asia, uscì postumo nel 1559 a Venezia. Furono ristampati più volte, con nuovi ampliamenti, fino al 1606, anno dell’ultima edizione. L’opera completa è in tre volumi (sei tomi).
Qui non si presenta l’intera raccolta, già disponibile sul web, ma soltanto alcuni resoconti – accompagnati da brevi note introduttive – scelti tra quelli che meglio spiegano com’era il territorio e la popolazione d’Oriente fino al XVI secolo o danno notizie curiose sulle usanze.

 

V-IV secolo a.C. – Parte del trattato Dell’aere, dell’acqua e de’ luoghi d’Ippocrate, nella quale si ragiona delli Sciti

1247 – Due viaggi in Tartaria per alcuni frati dell’ordine minore e di San Dominico, mandati da papa Innocenzio IIII nella detta provincia per ambasciatori l’anno 1247

1330 – Viaggio del beato Odorico da Udine, dell’ordine de’ frati minori; delle usanze, costumi e nature di diverse nazioni e genti del mondo; e del martirio di quattro frati dell’ordine predetto, qual patirono tra gl’infedeli

1439 – Viaggio di Nicolò di Conti

1487 – Di messer Iosafa Barbaro, gentiluomo veneziano, il viaggio della Tana e nella Persia

1502 – Giorgio Interiano genovese a messer Aldo Manuzio romano della vita de’ Zichi, chiamati Ciarcassi

1517 – I libri di Matteo di Micheovo sulle due Sarmazie

1524 ca. – Lettera d’Alberto Campense intorno le cose di Moscovia, al beatissimo padre Clemente VII, pontefice massimo

1525 – Paolo Iovio istorico delle cose della Moscovia, a monsignor Giovanni Rufo, arcivescovo di Cosenza

1549 – Commentari della Moscovia e della Russia, composti già latinamente per il signor Sigismondo libero barone in Herberstain, Neiperg e Guettenhag, tradotti di latino in lingua nostra volgare italiana

1578 – La descrizione della Sarmazia europea del magnifico cavalliere Alessandro Guagnino veronese, tradotta dalla lingua latina nel volgare italiano dal reverendo messer Bartolomeo Dionigi da Fano

 

 

Note:
1. Si veda il saggio Mapping New Worlds: The Cartography of European Exploration and Colonization, 1450–1750, consultabile all’indirizzo web http://www.brynmawr.edu/library/exhibits/maps/intro.shtml.
2. Dal libro sull'Africa è stato riportato negli Itinerari Le navigazioni di Alvise da Ca' da Mosto e Pietro di Sintra del 1507.

 

 

 

 

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