STORIA E MITOLOGIA > Salvatore Rotta, Russia 1739: il filosofo sedentario e il filosofo viaggiatore, 1999

 

Professore di Storia moderna prima nell’università di Pisa (1969-1980) e poi in quella di Genova (1980-1999), Salvatore Rotta (1926-2001) è stato considerato uno dei maestri della storiografia italiana sul Settecento e uomo di eccezionale cultura e dai metodi di ricerca inusuali. Infatti, ha sempre posto in primo piano non il “sistema”, ma la creatività e l’intelligenza dei singoli nello studiare, innovare e operare, in modo originale, per il meglio della propria società della prorpia cultura. Anche in ambito didattico «dove prevaleva un interesse per la storia economico-sociale, le istituzioni e l’amministrazione, – ha ricordato Rolando Minuti, prima studente e poi collaboratore di Rotta – Salvatore Rotta proponeva una storia di confine tra letteratura, filosofia, politica, in cui la “storia delle idee” acquisiva un ruolo centrale, ben distinto tuttavia da una tradizionale “storia delle dottrine” in quanto profondamente ancorato alle esperienze vissute degli uomini, ai loro progetti, alle loro contraddizioni, ed ai processi collettivi che questi erano stati in grado di promuovere».
Il saggio
Russia 1739… lo dimostra: lo studio puntuale delle opere degli italiani Paolo Mattia Doria e Francesco Algarotti è accompagnata dall’analisi del periodo e dei personaggi, con le loro debolezze e le loro ambizioni. È però un testo che non si conclude nella disciplina storiografica (come le quasi 170 note fanno pensare), perché scritto in forma godibilissima anche per chi non ha competenze specifiche.

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