FRAMMENTI > I.B.L., Il dizionario dello scolaro


RABBUFFO – È lo stesso che sgridata, rimprovero, ramanzina, rimbrotto: fa pensare a un ciuffo scarruffato da un benevolo scappellotto.

RACCOLTA – Ognuno ha la sua: chi raccoglie francobolli è un filatelico; chi raccoglie erbe e fiori e li pressa in un apposito album è appassionato di botanica. C’è chi raccoglie barzellette (è un umorista o semplicemente uno spaccone che ama far bella figura con gli amici); c’è chi raccoglie figurine, chi le stagnole dei cioccolatini, chi sassolini colorati...
Anche i grandi amano raccogliere qualcosa. È un “hobby”, si dice oggi con una parola alla moda. E così c’è chi possiede collezioni di preziose ceramiche, chi raduna pipe, armi... chi semplicemente raccoglie astucci vuoti di sigarette o scatole di cerini. Far collezione di qualcosa è un divertimento, un’occupazione quieta e riposante, ma anche qui si rivela il carattere delle persone. C’è chi è costante e persevera, chi si stanca di una collezione e passa a un’altra; chi tiene tutto ben disposto in scatole e album e chi butta ogni cosa alla rinfusa in un cassetto. (Per quanto ci riguarda, vediamo – con le nostre collezioni e le nostre raccolte di non dare troppo da fare alle nostre mamme: siamo ordinati e precisi; non buttiamo francobolli in terra, o figurine dappertutto... altrimenti non dovremo dolerci di vedere una volta o l’altra il nostro tesoro finire in pattumiera!)

RADIO – Si dovrebbe dire radiotelefonia, radiotelegrafia, oppure apparecchio radiofonico, ma ormai abbiamo imparato a chiamare questa amica gentile e affettuosa semplicemente “radio”. (Però mentre eseguiamo i compiti spegniamola, o andiamo in un’altra stanza: non si possono fare bene troppe cose insieme: o si ascoltano le canzonette di Celentano, o si studia...)

RAGAZZO – Uno... “schisciasass” (in dialetto milanese: schiacciasassi, pesante macchina usata nella pavimentazione delle strade) che è sempre sotto, dentro, sopra qualche cosa: ha due mani maldestre, ma abilissime nello spaccar tutto; ha due lunghe gambe in crescita che sbagliano ogni misura, sparano capriole, inciampano in porte, tavoli, sedie... Giacchette e pantaloni diventano corti e stretti da una settimana all’altra. “Cresce – dice la mamma con infinita tenerezza – è il mio cucciolone.”

REGALO – Piacerebbe ai ragazzi offrire regalucci alla mamma, al babbo, ai fratelli in occasione di feste natalizie, compleanni, onomastici, anniversari, ma i denari sono pochini, pochini... Non è il caso di preoccuparsi, quel che conta è il pensiero, quel che vale veramente è il cuore. Basta un bel disegnino, un biglietto con gli auguri scritto con molta cura, un fiore – anche uno solo, ma scelto con affetto – un mazzolino di fiori di campo. E alla mamma che cosa si può offrire di più bello di un bacio, di una premura, di un servigetto eseguito con tanto cuore?

REGISTRO – Il librone misterioso che cela tra le pagine le vicende scolastiche – liete o tristi, gloriose o mediocri – di una classe intera. C’è tutto in quel libro: se abbiamo frequentato o se siamo stati assenti; se abbiamo studiato o... oziato, se ci sforziamo di migliorare o se non abbiamo amor proprio.

REGOLE – Sono norme fisse da seguire; costituiscono sempre la conclusione di un ragionamento. Così abbiamo le regole di geometria e di aritmetica, quelle di grammatica. Dobbiamo anche seguire certe regole (o norme) di vita per essere bravi scolari, bravi cittadini, le regole della buona creanza, ad esempio...

RELIGIONE – La miglior guida nella vita, la migliore compagna nei giorni lieti, la miglior consolatrice nella sventura. Dove manca si presuppone ogni male.

RICCHEZZA – ...generatrice di ogni ansia. (Conosciamo la storiella del contadino tanto povero da possedere una sola camicia, e tanto felice da far invidia ad un re. Quando il re lo fece ricco in cambio della sua leggera camicia, il povero contadino perdette la pace. Non sapeva più dove nascondere e come usare le sue ricchezze. Ritrovò tranquillità e sorriso soltanto quando poté restituire tutto al re.)
Se poi la ricchezza, cosa assai frequente, si accompagna all’avarizia, impoverisce l’animo di chi la possiede.

RICEVERE – Un’azione che procura meno gioia di quanta ne dia l’azione opposta: dare.

RIDERE – Ridere è necessario, non si può esser sempre seri, ma quel che non va assolutamente è il ridere sguaiatamente, fragorosamente, smodatamente, È indice di poca educazione. Ridere alle spalle di qualcuno, poi, è azione malvagia.

RIEPILOGO – Lo stesso che riassunto. Ottima abitudine è quella di riassumere in poche righe – oralmente o per iscritto – una lunga lezione studiata, per fissare i punti più importanti. (Errore comune è proprio quello di dimenticare le notizie essenziali, per ricordare soltanto taluni particolari, magari senza alcuna importanza.)

RILEGGERE – Leggere di nuovo, più attentamente, ciò che si è letto una prima volta affrettatamente e distrattamente.

RIMA – È l’armonia dei versi, ottenuta con la identità della terminazione delle parole finali. Ecco un bel gioco: data una parola trovare tante parole che facciano rima. Una specie di: “È arrivato un bastimento carico di...” Se la parola data è felicità, gli altri partecipanti al gioco diranno celebrità, attività, aridità, abilità...
“È arrivato un bastimento carico di... amore.” E gli altri, subito: dolore, cantore, danzatore, cospiratore...
Chi poi si sente ferratissimo può addirittura comporre dei versi: Così: “Ho visto un uccello migratore”, dice il primo, e gli altri: “E io salgo... sull’ascensore!” “Guarda che arriva il direttore!” “Ho visto in martin-pescatore.” E via di questo allegrissimo passo.

RIMORSO – È un sentimento terribile che toglie la pace. Chi ha ricevuto un male può anche riuscire a dimenticarlo, ma chi l’ha fatto non potrà dimenticarlo mai più.

RINGRAZIARE – “Quando qualcuno ti dà qualcosa, si ringrazia” urlò il padre al figlio mentre gli dava... uno scapaccione. Pretendere un grazie per aver dato un ceffone è davvero eccessivo. I bambini educati ringraziano quando l’insegnante porge loro un foglio, un quaderno, usa una cortesia. Alla mamma poi dovremmo dire grazie ad ogni momento: la sua vita è tutta un’offerta, è tutta dedicata al bene dei suoi figli. Anche a tavola si ringrazia a chi porge il pane, a chi versa il vino, taglia la carne, sbuccia la frutta per noi. Un grazie non costa nulla, meglio pronunciarne cento di più, piuttosto che uno di meno.

RIPASSARE – L’importante lavoro di fine anno, che però sarebbe meglio non accumulare. Somiglia un po’ al meticoloso riguardare di reti che fa il pescatore seduto sulla spiaggia al sole. Come si potrebbe prendere il buon pesce se non si tappasse con cura ogni buchetto della rete? Ripassare vuol proprio dire colmare le lacune, rivedere il già fatto, prepararsi... alla resa dei conti, o per dirla in latino, al... redde rationem.

RIPETERE – C’è una canzoncina che burla il ripetente che non sa niente. Eh, no, alto là! Forse che non conosciamo la generosità? Ripete una classe non soltanto chi non ha studiato, chi si è dimostrato negligente, svogliato, ma anche chi è stato molto malato, chi non ha avuto il dono di una bella intelligenza intuitiva, chi non ha potuto beneficiare di assistenza e di cure. Ripetere una classe, quindi, non è sempre colpa, può essere anche disgrazia. Perché non aiutare il ripetente a ricuperare l’anno perduto?

RIPOSO – È una necessità per chi lavora molto. Chi non lavora, invece, languisce di noia e non può gustare il piacere del riposo. Quanto a noi, vediamo di non turbare il breve riposo che la mamma o il babbo si concedono: i bambini sono deliziosi importuni: nell’attimo preciso in cui la mamma o il babbo cercano di dimenticare le occupazioni e le preoccupazioni con una sosta in poltrona, un sonnellino, una lettura distensiva, ecco che i loro figli sono loro d’attorno, bisognosi di mille cose!

RISPARMIO – “Spiga su spiga si fa un fascetto, e con un fascetto si fan tre pani che dan da vivere a un poveretto” dice la graziosa poesia. “Perché il molto vien dal poco: da un filo d’acqua comincia il fiume, e da una favilla s’accende il fuoco.” Il soldino non è che il primo gradino del milione.

RISPETTO – Quel sentimento di deferenza che si ha verso le persone degne d’onore e di stima, e che si deve avere anche verso tutto ciò che ci circonda e che non ci appartiene. Lo scolaro rispetterà i banchi, le suppellettili della classe, le pareti, e, fuori dal cerchio della scuola, le aiuole dei giardini, i campi, i prati, i muri delle case, le strade, le siepi. Basterà ch’egli pensi per un attimo che il mondo non gli appartiene, ma che del mondo egli non è che un granello minuscolo.

RITARDATARIO – Chi giunge abitualmente in ritardo alla scuola, domani arriverà in ritardo all’ufficio, alla fabbrica, aspetterà a pagare le tasse oltre il limite stabilito, accumulerà guai su guai, cattive figure su cattive figure. La puntualità è cortesia, è onestà.

RUBRICA – Il registro coi margini tagliati a scaletta e segnati con le lettere dell’alfabeto. Può servire per una raccolta di parole difficili, scritte con la loro spiegazione a fianco.

RUOTA – La progenitrice di tutti i mezzi di trasporto.


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