FRAMMENTI > I.B.L., Il dizionario dello scolaro


SAGGEZZA – Un pensiero da tener presente durante tutta la vita: “La tua saggezza sia la saggezza dei capelli bianchi, ma il tuo cuore sia il cuore dell’infanzia innocente.” È di un poeta tedesco: Schiller. Ci insegna che nulla vale di più al mondo di un puro cuore di fanciullo.

SAPERE – Un tesoro grande è una mente che sa, ma quella scienza che non serve a rendere più virtuosi gli uomini non serve a nulla.

SCRUTINIO – È il calcolo dei voti riportati da un alunno; l’insegnante lo fa a fine trimestre o a fine anno, o dopo gli esami... Una specie di verdetto di salvezza o... di condanna.

SCUOLA – Splendido palazzo o piccola e modesta scoletta di campagna, non la dimenticheremo mai. Come una mamma tenera ci ha accolto e ci ha insegnato a studiare per la vita.

SEGNALIBRO – Quel nonnulla – una strisciolina di cartone, un nastrino, una cartolina, un rettangolino di carta robusta con un grazioso fregio in cima – che mettiamo tra le pagine di un libro per ritrovare prontamente il punto in cui eravamo arrivati leggendo. Offrire un segnalibro disegnato da noi è atto gentile. Piegare l’angolo della pagina è una cattiva azione.

SEGRETO – È difficile conservarlo se lo si è ricevuto in consegna. Non bisogna neppure dire che si ha un segreto da custodire, perché sarebbe come rivelarlo a metà.

SILENZIO – È come un angelo misterioso che stenda le sue ali sulla casa addormentata. “Fa’ che il silenzio stia nella bocca tua” ha scritto Santa Caterina. E Dostoevskij, uno scrittore russo: “Il silenzio è sempre bello e l’uomo che tace è più bello dell’uomo che parla”. Le nostre nonne, con altre parole, dicono che la parola è d’argento e il silenzio è d’oro. Il che non significa che si debba stare sempre zitti e muti, tutt’altro! Ma non si deve parlare a sproposito, ed è meglio aver detto una parola di meno piuttosto che una parola di più.

SILLABARIO – Il primo caro libro sul quale compitiamo. Dobbiamo a lui tutto quello che sappiamo: non buttiamolo via anche se non ci serve più. Quando saremo adulti esso riporterà al nostro cuore la purità degli anni belli della fanciullezza e, guardandolo, sfogliandolo, rivedendo le illustrazioni invecchiate, le pagine ingiallite, sentiremo il nostro cuore traboccare di tenerezza, di riconoscenza, di poesia.

SINCERITÀ – È il cuore che s’apre per mostrare quali noi siamo veramente. San Bernardino da Siena suggerisce: “Non avviluppare il tuo parlare: quando tu parli, parla largo e aperto, di’ pane al pane, di’ con la lingua quello che hai nel cuore e parla chiaro per modo che tu sia inteso.”

SINONIMO – Si dice di un vocabolo che ha su per giù lo stesso significato di un altro, solo con qualche leggera differenza. Parlare è sinonimo di discorrere. Bianco è sinonimo di candido. Un bel gioco può essere quello di ricercare tutti i sinonimi di un dato nome, di un dato aggettivo, di un dato verbo. Paga pegno chi sbaglia, (Si confonde spesso il sinonimo con l’omonimo: quest’ultimo è qualcosa o qualcuno che ha lo stesso nome di un altro.)

SORELLINA – Creaturina dolce che ti occupi del fratellino minore, che lo guardi con tenerezza, c’è in te un’offerta d’amore che è tanto vicina al sentimento materno. C’è già in te la speranza di quel “mistero” meraviglioso che è la mamma.

SPERANZA – Quella che fa ricco anche un mendicante. Non dobbiamo lagnarci se qualche nostra speranza va delusa: in compenso, talvolta, si teme qualche male che poi non accade.

SPROPOSITI – Errori, sbagli, svarioni, strafalcioni, falli, cantonate, inesattezze, sviste (che fila di sinonimi!): tutti quelli che la maestra segna sui nostri compiti con fresacci rosso-blu (e mai che gliene sfugga uno, ahimè!)

STORIA – Una materia di studio che non sempre ci piace: è così difficile ricordare le date! Pure vi si legge il passato che dovrebbe ammaestrarci per l’avvenire.

STRADA – Prudenza nell’attraversarla, quando non v’è il vigile, quando non v’è il semaforo ad arginare il traffico. Attenti a non uscire di casa correndo, per traversare all’impazzata: fermarsi invece sul marciapiede, se c’è, guardare a destra per la prima metà della strada, a sinistra per la seconda metà, non indugiare magari ad allacciarsi una scarpa; non camminare raso raso il marciapiede. Giocando all’aperto, attento alla palla; quante disgrazie succedono per colpa di una palla sfuggita in mezzo alla strada e di un’imprudente corsa per raccattarla!

STUDENTE – Uno scolaro che si dà un po’ di arie... perché è cresciuto.

STUDIARE – Il profitto degli studi consiste nell’essere diventati migliori e più savi (non nel mettere superbia perché si sa qualcosa. Capito, cari studenti, che magari vi rivolgere con aria di sufficienza alla vostra mamma, dicendole: “Che vuoi sapere tu, che non hai frequentato il liceo, o l’Università?)

SUPERSTIZIONE – La religione degli spiriti deboli. (È mai possibile che una persona intelligente creda veramente che il sale e l’olio versati, che un povero gatto che non ha nessuna colpa d’esser nero, che un ragno visto di mattina portino sfortuna? E non è ridicolo sperare di aver fortuna soltanto perché s’è veduto un cavallo bianco o si è incontrato un frate?


ABCDEFGHILMNOPQR – S – TUVZ

 

 

 

webmasterwww.larici.it - info@larici.it