FRAMMENTI > Lo Zodiaco secondo M-Kami, 2001

 

Nel 2001, Stan Rogers scrisse la prefazione a un piccolo catalogo, edito dall’associazione culturale Larici, in cui era presentato l’Alfabeto dell’artista M-Kami, una serie di ventisette elaborazioni esposta per la prima volta e in esclusiva a Milano. Ne riportiamo due capoversi con l’intervista all’artista.
«L’unica rivelazione che mi concede è dire che è una donna, perché “è troppo evidente: nessun uomo farebbe mai questi piccoli disegni!” Cerco mentalmente un riferimento nelle avanguardie artistiche del primo Novecento, ma intuisce e interrompe subito il mio pensiero: “Le mie sono opere inutili. Non hanno uno scopo preciso, non comunicano teorie, non si oppongono a precedenti linguaggi artistici. Per me disegnare è puro piacere, mi fa stare in pace con il mondo. Una terapia, se si vuole. Ma, al di fuori di me, la loro vera anima deve perdersi per assumere quella di chi li guarda e, soprattutto, seguirne la fantasia. Non vogliono essere opere d’arte, ma strumenti”».
«Mi colpisce un po’ questo parlare al negativo, perché ho davanti agli occhi più di un centinaio di disegni coloratissimi. Hanno tutti la stessa dimensione di 10,2 x 6,7 centimetri, la medesima predilezione per le geometrie astratte, i campi piccoli e sottolineati, le tinte decise: rette e curve, sfumature e contrasti. Mi mettono allegria. Le chiedo che cosa intende per strumento: “Compongo forme e colori seguendo regole che sono ferree solo per me. Chi li possiede può farne quello che si sente, anche un sottopentola. La dimensione originale non conta, potrebbe essere ingrandita fino al formato parete. Allo stesso modo, al posto di pennarelli, chine o pastelli, si può usare qualunque altro materiale. L’armonia – o disarmonia – iniziale non cambia. Semmai contano rapporti e relazioni”. Mi mostra un tappetino realizzato a punto Smirne su suo disegno e resto sorpreso di ritrovare lo stesso, identico spirito giocoso, leggero, senza tempo».
A volte – com’è stato per l’Alfabeto e com’è per lo Zodiaco, due tra le pochissime “serie” che l’artista ha compiuto – si diverte a elaborare le sue miniature al computer dando un leggero effetto di bassorilievo per conferire maggiore incisività, anche se: «Pregi e difetti – racconta l’artista – si accentuano: si vedono le sbavature della mano e del tempo, la diversità dei supporti e dei colori usati. Alcune tonalità si sono spente sotto la luce dello scanner, altre hanno riflessi strani, ma fa parte del gioco. Non propongo quadri da rimirare, ma spunti, entro e fuori il tema che rappresentano».

Lo Zodiaco di M-Kami è formato da tre coloratissimi disegni per segno, rappresentativi del segno astrale, del pianeta dominante e dello scudo di protezione – che possono occupare tutta la superficie o un angolino a seconda della fantasia dell’Autrice – e realizzati nei colori simbolici caratteristici dei singoli segni.
Ai disegni di M-Kami, abbiamo riunito altre caratteristiche, alcune note e altre meno, come l’associazione della data di nascita con un albero che deriva da un antico oroscopo celtico.
Un accenno introduttivo va dedicato agli scudi di protezione, poco conosciuti ai più.
L’antica tradizione usava assegnare a ogni segno due scudi di protezione corrispondenti ad altrettante forme geometriche, una interna all’altra. Quella esterna riguardava i segni dell’elemento e serviva ad allontanare le vibrazioni malefiche, quella interna si riferiva al segno astrologico specifico e assorbiva le residue vibrazioni che riuscivano a varcare la soglia di protezione:

Scudi di protezione esterni, a seconda degli elementi: (da sinistra) per i segni di fuoco; per i segni di terra; per i segni di aria; per i segni di acqua

La tradizione usava anche potenziare ulteriormente gli scudi di protezione con una o due linee, in basso, secondo se il segno è considerato femminile (rappresentante gli effetti) o maschile (rappresentanti le cause). Seguendo questa credenza, ogni persona troverebbe pace e serenità nel momento stesso in cui si circonda di oggetti che siano o contengano figure geometriche (esterne o interne) simili al suo scudo di protezione.
Il triangolo esterno, con la punta rivolta verso il cielo, era lo scudo dei segni di fuoco (Ariete, Leone e Sagittario), in quanto rappresenta il dinamismo, la forza, lo slancio. Inoltre, nella iconografia orientale, piccoli triangoli equilateri rappresentano le fiamme (quindi il fuoco):

I tre scudi di protezione dei segni di fuoco: Ariete, Leone, Sagittario

Il quadrato esterno era lo scudo dei segni di terra (Capricorno, Vergine e Toro), perché la forma armonizza con le caratteristiche di questi segni astrologici (stabilità, passività, perseveranza, pazienza):

I tre scudi di protezione dei segni di terra: Toro, Vergine, Capricorno

Il cerchio esterno era lo scudo di protezione dei segni d’aria (Gemelli, Bilancia e Acquario), poiché, con la sua forma di movimento, rappresenta il dinamismo, la ricchezza d’iniziative, l’elasticità mentale:

I tre scudi di protezione dei segni di aria: Gemelli, Acquario, Bilancia

Il pentagono esterno era lo scudo dei segni d’acqua (Cancro, Scorpione e Pesci), perché, essendo una figura geometrica ricca di contenuti esoterici, si adatta a persone emotive, sensibili, capaci di sentimenti profondi che sconfinano nel magico:

I tre scudi di protezione dei segni di acqua: Pesci, Scorpione, Cancro

 

arietetorogemellicancroleoneverginebilanciascorpionesagittariocapricornoacquariopesci

 

 

 

 

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