ITINERARI > EURASIA > Vissarion Belinskij, Pietroburgo e Mosca, 1844

 

Vissarion Grigor’evic Belinskij (o Bielinski, secondo la vecchia trascrizione) fu uno tra i più importanti critici d’arte della prima metà dell’Ottocento, animatore dei circoli socialisti e progressisti e perciò considerato il padre dell’intelligentija radicale russa. Belinskij (1811-1848) sosteneva che l’arte e la letteratura dovessero avere contenuti morali e sociali, cioè essere vicine al popolo per unificarlo ed elevarlo culturalmente, non certo per recuperarne le tradizioni e il folclore che egli detestava.
Il presente brano su (San) Pietroburgo e a Mosca – che si fornisce sia nella traduzione italiana che nella versione originale russa – descrive in modo arguto la vita che vi si svolgeva ai suoi tempi e, come scrivono Giuseppe Berti e Maria Bianca Gallinaro, costituisce «il nucleo essenziale di uno scritto del 1843-44. Esso si ricollega, in parte, a tutta una serie di articoli, di scritti concernenti l’opera di Pietro il Grande, il sovrano illuminato per il quale Bielinski, apprezzando la profonda e decisiva impronta della sua azione rinnovatrice sulla cultura e sulla vita russa, nutriva una profonda ammirazione. Queste pagine sono qualcosa di più che un articolo di varietà o di impressioni, esse testimoniano la concezione unitaria che Bielinski ebbe dello sviluppo storico e la sua eccezionale facoltà di penetrazione della realtà circostante. Pietroburgo è considerata quasi l’incarnazione della genialità di Pietro il Grande e la sua funzione è di essere tesa verso il nuovo, verso l’avvenire, mentre Mosca è vista come preservatrice dei vecchi usi popolari, del sano carattere nazionale e quindi non meno necessaria e vitale. Questo scritto non è soltanto un gustoso viaggio nel passato. Esso ci presenta dal vero lo sfondo su cui si svolse ogni vicenda della grande letteratura russa. Di Pietroburgo e di Mosca rivivono qui le intrinseche particolarità d’ambiente che influirono sulla letteratura stessa e sui letterati, che dettero a questa letteratura un carattere inconfondibile. Inutile dire che queste pagine hanno un valore storico tutto retrospettivo. Oggi Mosca è il contrario di quella che era. Negli ultimi trent’anni è divenuta la città più industriale, più moderna, più nuova della Russia» (*).

Belinskij (russo) (699kB)

 

Nota:
*. G. Berti e M.B. Gallinaro (a cura di), Il pensiero democratico russo del XIX secolo. Scritti di Bielinski, Herzen, Cerniscevski, Dobroliubov, Firenze 1950, pp. 3.

 

 

 

 

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