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> Luigi
Belloni, La trojka russa, 1901 (1)
Discendente
di patrioti delle Cinque Giornate e dei fondatori di un’importante fabbrica
di carrozze di Milano, Luigi Belloni scrisse nel 1901 un libro sui mezzi
di trasporto nel mondo, dalle origini all’età del vapore e dell’elettricità,
ripercorrendo i progressi fatti in cento anni che lo stesso Belloni
definì «fenomenali, più assai che nei diciotto secoli
che precedettero il XIX». L’opera, corredata di disegni e fotografie,
comprende la trojka, simbolo del trasporto in Russia, talvolta ancora
oggi usata nelle steppe innevate, perché sulle piste appena segnate
è un mezzo veloce, resistente e con gran capacità di carico.
La
trojca – utilizzata dal XVIII prima dagli aristocratici e generalizzata
nel XIX secolo per il servizio postale e il trasporto di passeggeri
– è l’attacco a tre cavalli che sono disposti orizzontalmente
uno accanto all’altro invece che in fila: i due cavalli esterni galoppano,
mentre quello centrale si muove con un trotto molto allungato (tipico
della robusta e rapida razza Orlov). Nella guida si utilizzano soltanto
quattro redini: due per il cavallo centrale e una per ognuno dei laterali,
agganciata sul lato esterno.
L’Art
des Carrossiers (2) ebbe tempo addietro dal Felser di Samara e
dall’Arbatski di Mosca descrizioni, disegni e fotografie interessanti
delle carrozze e degli attacchi in uso in Russia.
Il disegno qui accanto ci mostra tre cavalli, attaccati in troïkas,
con l’arco ornamentale che passa al dissopra del cavallo di mezzo.
Le slitte tengono necessariamente un posto assai importante nei mezzi
di locomozione dell’impero russo, a cagione della durata dell’inverno
e della sua estrema rigidità. Le slitte si possono considerare
coi troïkas le vere vetture nazionali.
Il nome di troïka non vuole significare che questo – attacco a
tre cavalli. Abbiamo anche noi in alcune parti d’Italia, e segnatamente
nella provincia di Roma, gli attacchi a tre, salvo che sono molto rari
nelle carrozze, ma comuni per certi carretti suburbani da trasporto,
i quali creano non pochi inconvenienti nella circolazione della capitale
del Regno.
Le slitte russe sono molto leggere, ma nello stesso tempo debbono essere
solidamente costruite, perchè frequentemente percorrono lunghe
distanze con una velocità che può arrivare ai 25 chilometri
l’ora.
La cassa ed il telaio di queste slitte sono ordinariamente distinti
con colori chiari. Ma talora ve ne sono che hanno solamente verniciato
il legno. Sono adornate di reti di colore, o in oro, o in argento; e
dappertutto dove siavi appena un poco di posto, si fanno volentieri
pitture artistiche. Le fodrine superiori sono ricoperte di tappeto a
tinte chiare; e tutto l’insieme esprime un innegabile buon gusto.
Se poi si desidera che l’equipaggio abbia un aspetto di lusso, allora
vi si fa mettere del velluto color chiaro, riccamente ricamato in oro
ed argento; e si adoperano le più ricche pellicce per completare
la guarnizione dell’interno.
Non si creda che le slitte siano di lusso, e fatte con ricerca di eleganza
solamente in Russia. Dovunque la slitta è stata portata ha assunto
forme lussuose.

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Note:
1. Luigi Belloni, La carrozza nella storia della locomozione,
Fratelli Bocca Editori, Milano 1901, pp. 120-121.
2.
“Le Journal de l’art des carrossiers” (N.d.C.)
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