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EURASIA
> Sotto
i minareti di Istanbul
L’interno è veramente solenne: le enormi dimensioni, le armoniche proporzioni, la profusione di colonne (107), l’altezza della cupola (55 m), la ricchezza delle decorazioni impressionano. Santa Sofia ha una superficie complessiva di 7.570 metri quadrati che la colloca al quarto posto dopo San Pietro in Roma, la Cattedrale di Siviglia e il Duomo di Milano. Ma sono i suoi celebri mosaici a polarizzare la curiosità e l’ammirazione del visitatore: Cristo Pantocratore che tiene la Bibbia nella mano sinistra e ha la mano destra alzata nell’atto di benedire; la Vergine in trono con in braccio il Bambino tra l’imperatore Giovanni Il Comneno (1118-1143) e l’imperatrice Irene; Cristo sul trono, che ha a fianco due medaglioni raffiguranti Maria e l’arcangelo Gabriele e ai piedi un imperatore nell’atto di inginocchiarsi: è forse Basilio I, o Leone VI, perché alla loro epoca (tra l’867 e il 912) si fa risalire l'inizio del mosaico. Il mosaico più ammirato è però quello che sta sopra la porta interna: su uno sfondo d’oro, vivacissimo, la Vergine in trono con Gesù sulle ginocchia, a destra Costantino I il Grande le presenta il modello della città, a sinistra Giustiniano le offre il modello di Santa Sofia. I due imperatori sono in piedi su uno sfondo di mosaico verde. Le due scritte ai lati delle figure dicono: «Giustiniano illustre», l’una, e «Costantino, grande re fra i Santi» l’altra. *** Dopo questo periodo aureo l’impero si sfasciò per l’imperizia dei successori di Giustiniano e per i gravi dissesti finanziari; il latino, già da tempo caduto in disuso, venne ufficialmente sostituito dal greco; Persiani e Arabi minacciavano Costantinopoli da tutte le parti. Ed è proprio durante l’assedio da parte degli Arabi (672) che Eyüp El Ensari, ultimo compagno di Maometto, cadde attaccando la città dalla parte del Corno d’Oro. Seguì un periodo di grande confusione: gli imperatori romani iconoclasti erano spesso in contrasto con la Chiesa; Bulgari e Arabi muovevano all’attacco; dinastie si estinguevano e altre salivano al trono; i rapporti con la Chiesa, già tesi, peggiorarono, papi e patriarchi si scomunicarono a vicenda e iniziò lo scisma tra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa. E poi arrivarono i Crociati della IV crociata che nel 1203 saccheggiarono Costantinopoli: inestimabili tesori d’arte andarono perduti o andarono ad arricchire i musei di mezza Europa. Dopo la spartizione del bottino, nel maggio 1204 venne eletto imperatore Baldovino I delle Fiandre, lo incoronò in Santa Sofia un rappresentante del Papa e fu instaurato il cosiddetto Impero Latino, con capitale Nicea, il quale, però, ebbe vita breve. Tornarono a Costantinopoli gli imperatori greci, ma la città perse tutto il suo splendore e Genova e Venezia lottavano per il predominio economico sulla città. Ed ecco entrare in scena i sultani ottomani che nel frattempo avevano conquistato gran parte dell’Asia Minore, gli assalti si fecero pressanti, per la prima volta Costantinopoli venne assediata dai turchi. Costantino XII, il Paleologo, fece rinforzare le fortificazioni della città, circondò il Corno d’Oro con una robusta catena di ferro per impedire l’accesso alla flotta turca. Ma ai suoi ventimila uomini, Maometto II, che regnava dal 1451, contrappose ottantamila soldati turchi.
Il sultano garantì ai Veneziani e ai Genovesi i vecchi privilegi e ne concesse altri, la popolazione maomettana aumentò rapidamente e pure molti cristiani si stabilirono a Istanbul profittando della tolleranza del sultano. Più tardi Selim I conquisterà la Siria, la Mesopotamia, l’Egitto e sarà il primo sultano a esser nominato Califfo, ossia capo spirituale di tutti i maomettani. Solimano il Magnifico (1520-66) fu il più grande dei sultani. Conquistò Belgrado, sconfisse gli Ungari, assediò Vienna: sotto di lui l’impero ottomano raggiunse l’apogeo. E durante il suo illuminato regno il grande architetto Sinan costruì splendide moschee, ponti, fontane monumentali.
Nota:
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