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EURASIA > Raffaello Barberini, Relazione di Moscovia, 1565

 

Lo scritto di Barberini (mercante fiorentino residente ad Anversa vissuto tra il 1532 e il 1582) offre un’interessante lettura dell’Europa del Nord nella seconda metà del Cinquecento, al tempo di Ivan il Terribile. Storia, geografia, politica e società si intrecciano nel racconto di un viaggiatore interessato e curioso, che vuol comprendere usi e costumi di un territorio allora quasi sconosciuto, come dimostrano le carte dell’epoca.


Illustre signor mio

Poiché V. S. con tanto affetto mi hà pregato, per sua humanità, ad instanza dell’Illustrissimo e Reverendissimo Cardinal Amulio, quello che essa mi poteva comandare, cioè di scrivere particolarmente quanto ch’io ho visto nel mio viaggio fatto da me quest’anno passato e quello che di più io habbia inteso di quelle regioni, non molto conosciute da noi per essere paesi poco frequentati, non ho voluto mancar di pigliar volentieri questa fatica. Ben mi dispiace, ch’io non metterò forse per ordine il tutto come si apparterrebbe e però sa V. S. ch’io desiderava più tosto che scrivere da me stesso, che ella mi avrebbe interrogato di quei particolari che desiderava, per metterli poi al netto e già che a V. S. così piacque, la prego, che dove in questo mancassi, mi scusi lo averle solo voluto ubbidire.

E perciò, prima cominciando dal principio del mio viaggio, dirò quanto ho visto io; di poi dirò quello che sò di alcuni di quei paesi, dove non sono arrivato, ma parlo per informatione di chi vi è stato e delli proprij del paese. Le quali informationi hò prese più vere e fedelmente che mi sia stato possibile. E per far questo non hò guardato à fatica, né à spesa, per parlar, come hò detto, alli proprij paesani.


L'area descritta da Barberini e gli itinerari Anversa-Mosca-Anversa


Dico adunque, che partendosi di questa città d’Anversa pigliando il camin dritto, si passa in Amsterdam in Holanda, ivi imbarcandosi si attraversa un picciol golfo di 25 miglia, e si arriva in Frigia ad una terra chiamata Campo, bella, e gran terra. Di là si passa per mezzo il paese della Vesfalia, paese, donde uscirono i Longobardi. E di là si arriva alla costiera della Danimarca, che dalla banda di là cinque o sei miglia lontano dal mare, in su un fiume navigabile chiamato Detrave, è posta la città di Lubeco. Ivi seguitando la riva del mare, trovasi il paese di Mechelborgo, lungo tre giornate; ma molto buon paese, e buone terre. Di là si cammina circa otto giornate sempre pel Paese della Pomerania, molto fertile, entrovi buone terre. Lontano 40 miglia da questo confine, si trova Dansiche, terra libera, nondimeno sotto la protezione del Rè Polacco; la quale è famosa e di grandissimo trafico, situata fra tre fiumi, tutti navigabili che la fanno ricca: l’uno dei quali esce di Polonia, uno di Lituania e l’altro, ivi non molto lontano, del paese. Sempre vi si trovano 500 ò 600 navi grosse; il negotio vi è grande e il concorso grandissimo di ogni natione, tanto ch’è incredibile, e particolarmente di grani, segale, pegole, legnami, cenere e altro. E ivi lontano dal mare tre miglia incirca risiede, dove il mare fa un gomito di più di 60 miglia.

Hora de Lubeco fino in detto luogo per tutto già erano i Vandali e ancora in Pomerania vi sono circa 70 miglia di paese habitato da Vandali, li quali ancora parlano la loro lingua, la quale assai si confà alla Schiavona e Polacca.
Più dentro terra, cominciando da Dansiche verso mezzogiorno, resta la Masovia, che domandano Piccola Polonia; più abbasso, dietro alla Pomerania, è la Misnia, e sotto la Sassonia.
Ma partendo da Danziche verso levante, tre giornate lontano, in un golfo è la città di Cunisbergo, dove risiede il Duca di Prussia.
Dipoi si entra nel paese di Curlant.

Appresso si viene alla Livonia, regione famosa e grande, molto fertile di grani e bestiami e piena di buone terre, ma da 10 anni ò 12 in quà molto distrutta e impoverita, rispetto alle gran guerre. Perché prima era governata da uno gran Maestro quasi dell’ordine de’ Cavalieri di Rhodi, onde poi il Moscovito l’occupò, e ruinò quasi tutto in un tempo. Una gran parte, non del peggiore, ne hà preso il Rè di Polonia, una parte il Rè di Dania, e il Rè di Sueda un’altra parte. Similmente una parte ha il duca di Prussia, e così frà loro se la sono spartita.

Il Polacco tiene Riga, terra grossa in sul fiume Dun, quasi al mare; Reuelez 150 miglia presso alla Nerve lo tiene lo Svedo ed è luogo forte. Il Moscovito tiene le Nerve, Dorp, Plesco e molte altre terre e villaggi, e questo paese si domanda Bornolum ed è di Lubeco. Seguitando si trova la Gotia, che chiamano Gotland, Isola che è lunga 90 miglia, ma stretta, nella quale vi è una città che si vede essere stata per gli edificij molto magnifica, benché oggi assai guasta, e si domanda Bilbua. Di qui uscirono i Gothi, quando per li peccati nostri passarono in Italia alla distruzione nostra. Poi vi sono molte altre Isole, parte del Re di Sveda, e parte d’altri.

 

 

 

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