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ITALIA > Claudio Montagni, Architettura e civiltà contadina in Liguria. Le valli del Levante
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opere d'ingegneria idraulica, spesso si sviluppano per diversi chilometri
scavati nella roccia viva o costruiti in elementi modulari di calcare
maiolica incavato. La viabilità di queste valli aveva delle direttrici principali di cui alcune ancora adesso percorribili, altre di cui si è persa traccia o che affiorano solo parzialmente; tra le più suggestive la Nascio-Cassagna-Statale oppure la Reppia-Arzeno che conducono al valico del "Biscia" collegandosi con l'alta Val di Vara. Nelle
Valli Sturla e Aveto, disposte una adiacente all'altra, superato il
passo della Forcella si collegano tutte alla direttrice padana oltre
il valico appenninico.
In
alcuni casi trova la sua sistemazione in questa costruzione il locale
per i suini chiamato "staggi-u": locale di minime dimensioni
interessante per una nota quasi decorativa costituita da due piccole
bucature fatte ad arco attraverso le quali gli animali potevano nutrirsi
del cibo riposto in una vasca di pietra scavata. Tale sistemazione si
trova raramente anche alloggiata nel criptoportico. La cascina in paglia costituisce in genere una soluzione economica per queste vallate e ha la semplice funzione di capanna per depositare il fieno e gli attrezzi agricoli; spesso eretta fuori dai centri abitati: nei campi oppure in mezzo ai boschi, essa si presenta a uno, due o tre pioventi in paglia variamente inclinati secondo l'altitudine alla quale è edificata. Nella costruzione della cascina si sfruttava, a volte, il dislivello di due terrazzamenti addossandovi la struttura e ricavando così due ingressi a piani diversi, divisi soltanto da un solaio in assi di legno. La sua configurazione economica ne permetteva la costruzione in tutte quelle zone dove vi era abbondanza di foraggio, quindi anche nei boschi dai quali si raccoglieva fogliame, che essiccato, serviva per le stalle. Occasionalmente o stagionalmente la cascina serviva per il ricovero di animali..
La
sua distribuzione geografica era un tempo abbastanza uniforme attualmente
trova la sua maggior densità nella bassa Val d'Aveto dove i barchi
sorgono isolati o a gruppi in mezzo ai campi, vere e proprie riserve
di foraggio per il periodo invernale. Queste
costruzioni erette generalmente in muratura a secco si presentano col
tetto a due pioventi ricoperto con lastre di pietra quasi sempre argilloscisto
calcareo o arenaria. Il
casone è invece la testimonianza di una "programmazione"
secolare che necessariamente doveva eseguirsi: era una delle fonti di
vita dei contadini, in una sola parola: il pascolo. Frequentemente
avevano un utilizzo uguale o simile alla cascina anche se sussisteva
la funzione abitativa di tale entità volumetrica da parte dell'uomo,
Infine i casoni sono intesi anche come ad uso promiscuo delle funzioni
sopra citate nei casi in cui questi edifici sorgevano a poca distanza
dai centri abitati. Ciò che non può essere recuperato a questo tipo di utilizzazione perché anacronistico anche se "pittoresco" o "romantico" deve essere visto come un preciso obiettivo da inserire in quelle attività di tipo turistico così poco e male sfruttate nell'entroterra del Levante.
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