ITINERARI > ITALIA > L’ isola di Camogli (1)

 

Cittadina rinomata, ammirata e fascinosa, Camogli ha una storia particolare e un futuro storico incerto. Infatti, la sua valorizzazione come centro turistico e le conseguenti ristrutturazioni stanno minando da tempo l’originalità del luogo, messa ulteriormente in pericolo dal ritorno ai confini del 1935 del Parco regionale di Portofino (all’epoca Ente Parco Monte di Portofino) del quale il Comune di Camogli ne era, fino al 2001 e nella sua interezza, parte integrante. A prima vista si notano più le piccole modifiche (dai colori ai decori, dalle persiane sostituite da tapparelle alle aperture ridisegnate, alle altane chiuse) che le grandi (per esempio, la trasformazione economica) come riscontrerà chi confronterà con il presente le immagini pubblicate che risalgono alla fine degli anni Sessanta, testimonianza dell’incuria di un tempo, ma anche della vera essenza del paese, quando le case erano prevalentemente abitate dai camoglini e non dai... focacciari, cioè i forestieri.

 

Fondata probabilmente con il nome di Casmona dagli antichi popoli Liguri Cosmonati sul versante occidentale del promontorio di Portofino in una conca ricca di ulivi e agrumi affacciata sul Golfo Paradiso (2), Camogli era già conosciuta da Fenici e Greci che approdavano nel suo porto. Il borgo fu conquistato verso il 200 d.C. dai Romani che, con la costruzione della strada Aurelia, contribuirono a potenziarne lo sviluppo commerciale. Dopo la caduta dell’impero, il borgo fu invaso e devastato dai Franchi e, ancor più massicciamente, dai Longobardi. Nell’XI secolo tornò in possesso del Vescovado milanese, già tenutario in passato, fino a quando, agli inizi del XII secolo, Genova affermò la propria supremazia su Camogli: da allora il porto si sviluppò, diventando il fulcro della vita economica del borgo.

L’isola di Camogli nel 1910, in alto a destra si scorge la frazione di San Rocco (foto Alinari)
L’isola di Camogli, oggi, dalla parte della spiaggia
L’isola di Camogli nel 1960 circa
Di fronte all’isola, dalla parte del porto, era l’Inferno, una ripida scogliera che costeggiava la strada per Recco, dove oggi si trova il cantiere

La storia successiva è parte integrante delle trasformazioni di Camogli: la chiesa e il castello sull’Isola (o “il Giorgio” come veniva chiamato il grande scoglio ora collegato alla terraferma), il porto, l’espansione sulla terraferma si modificano nel tempo con interventi puntuali che mutano pian piano la configurazione architettonica della città.
I bombardamenti della seconda guerra mondiale annientarono la vicina Recco, ma risparmiarono Camogli, così che intatte sono rimaste le case altissime, con le facciate dipinte in colori vivaci (per permettere ai marinai che tornavano a casa di riconoscere la propria abitazione da lontano) che, strette una accanto all’altra, si affacciano sulla spiaggia e sul porticciolo. Vicoli in salita, ripidi gradini e bassi portici si incuneano di tanto in tanto tra gli edifici.

Guardando queste costruzioni, storia e fantasia si fondono a tal punto che viene messa in dubbio persino l’antico nome Camogli: non Casmona, ma “Vila Camuli” come risulterebbe in un documento del 1000-1050, comunque derivante da “Camulio” o “Camulo” (nome attribuito a Marte dai Sabini e dagli Etruschi) oppure da “Camolio” (divinità solare gallo-celtica) o ancora dalle parole greche “cam” (in basso) e “gi” (terra). Il popolo, però, ama dire che il nome – Camuggi in genovese – viene da “cà a muggi” (casa a mucchi) oppure “cà a mogee” (casa delle mogli… in attesa dei mariti pescatori e marinai).

 

 

 

Note:
1. Testo e immagini: © associazione culturale Larici, 2001.
2. Il più antico insediamento umano – tre capanne risalenti al XIII-XII a.C. – è stato trovato a
Castellaro sul promontorio di Portofino, a circa 90 metri a strapiombo sul mare.

 

 

 

 

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