ITINERARI > ITALIA > Messapia, antica terra di mezzo tra Adriatico e Ionio (*)

 

Antico popolo della Puglia, i Messapi hanno origini incerte e una scrittura che si sa leggere ma non decifrare. Poco si sa della loro civiltà e molto deve essere ancora portato alla luce. Le fotografie documentano come sono oggi i luoghi dove vissero: è un invito a visitarli sapendone un po’ di più.

 

La Puglia – un tempo chiamata Iapigia – vanta tre antichi popolazioni: i Messapi, stanziati a sud di Lecce, i Peucetii, nelle terre di Bari, e i Dauni, presso Foggia e il Gargano.
I Messapi, conosciuti anche con il nome di Salentini e Calabri (Calabria era l’antico nome della penisola salentina), hanno origini controverse, ma tutte le fonti concordano nel ritenere che si tratti di un’etnia non autoctona. Persino l’etimo del loro nome è dubbio: forse Messapi significa “popolo tra due mari” perché si erano stabiliti nella zona a sud della Puglia, tra i mari Adriatico e Ionico, o perché nel loro nome il suono “ap” (presente anche in Iapigi e in Apuli, gli antichi abitanti del Gargano) vuol dire “acqua”, oppure vuol dire “domatori di cavalli” da equorum domitores, come li ha definiti Virgilio.

In quanto alla lingua, è noto un numero considerevole di iscrizioni pubbliche, funerarie, votive, numismatiche, rinvenute in Puglia soprattutto nel Salento, redatte in alfabeto messapico, che è uguale a quello di Taranto e relativamente affine all’odierno albanese: ciò cataloga la lingua nel gruppo delle lingue “satem”, cioè le indoeuropee centro-orientali. Tuttavia, della lingua messapica non si sa molto, o meglio, si sa leggerla ma non si sa capirla perché i simboli, simili a quelli dell’alfabeto greco, formano parole di cui non si conosce il significato.

Origini
Sulle loro origini lo storico greco Erodoto (V sec. a.C.) scrisse che erano originari dell’isola di Creta: “I Cretesi, come navigando giunsero all’altezza della Iapigia; una grande tempesta li sorprese e li gettò a terra; ed essendosi sconquassate le navi, poiché non appariva loro alcun mezzo per tornare a Creta, rimasero lì, fondarono la città di Uria e, mutato nome, da Cretesi divennero Iapigi Messapi. Muovendo dalla città di Uria colonizzarono le altre e molto tempo più tardi i Tarentini, nel tentativo di scacciare gli abitanti di queste città, riportarono una grande disfatta, tanto che questa fu la più grande strage dei Greci che io conosco, di Tarentini e Reggini”. (VII, 170). Quindi, i Messapi erano una popolazione di origine greca, unitaria etnicamente e culturalmente, che affermò le proprie tradizioni sulle popolazioni locali. Seguendo l’ipotesi di Erodoto risulterebbe che la Iapigia Messapia (poi Apulia) si estendeva fra Brentesion (Brindisi) e Taranto verso nord e, a sud, fino al fiume Bradano in Lucania, nei luoghi dove sorgeva la città di Metaponto, il cui mitico fondatore Metapos (o Metabos) sarebbe stato un eroe messapico.
Un’altra ipotesi – la più accreditata – vuole che i Messapi siano di stirpe illirica, cioè della costa orientale del mar Adriatico. Contatti tra le due sponde del mare sono accertati fin dall’età neolitica, così costeggiando e attraversando il mare in età proto-storica, attorno al X sec. a.C., i Messapi sarebbero arrivati nella porzione meridionale della Puglia, cioè la penisola salentina, e avrebbero assunto il nome di Iapodes (o Iapyges). Questa la ricostruzione del poeta greco Nicandro di Colofone (I sec. a.C.) “Licaone, l’autoctono, ebbe per figli Iapige, Daunio e Peucezio. Radunato un esercito, essi giunsero sulla costa adriatica dell’Italia, ed avendo cacciato gli Ausoni che vi abitavano, vi si stabilirono essi stessi. Il grosso del loro esercito era formato da coloni illirici aggiuntisi ad essi sotto la guida di Messapio. Essi quindi divisero in tre parti sia l’esercito che il territorio e chiamarono i tre gruppi, dal nome di colui che fu posto a capo di ciascuno di essi, Dauni, Peucezi e Messapi. La regione che si estende da Taranto fino all’estremità dell’Italia divenne il paese dei Messapi, in cui si trova la città di Brindisi; la regione contigua ad essa al di qua di Taranto, divenne il paese dei Peucezi e, ancora più all’interno di questa, i Dauni occuparono gran parte della regione costiera. E all’intero popolo diedero il nome di Iapigi” (Metamorfosi, II).
Quest’ipotesi è confermata dai ritrovamenti archeologici: i nomi geografici, le glosse e la lingua delle iscrizioni messapiche rinvenuti in Puglia rivelano l’origine illirica. Probabilmente i Messapi arrivarono a Otranto, punto più vicino all’Albania, intorno all’anno 1000 a.C., per scendere poi fino a Santa Maria di Leuca e risalire fino a Taranto.
Il sud Italia era particolarmente aperto ai contatti con i Greci che la colonizzarono sin dal VII-VI sec. a.C., fondando centri misti dove caratteri e usanze greci e indigeni si fondevano. È quindi probabile che i Messapi, già da tempo dominatori della penisola salentina, accogliessero altri coloni greci, tra cui gli spartani che poi fondarono Taranto. Infatti è stato scritto: “Non è casuale che, mentre le colonie greche sono disposte in maniera capillare lungo l’intera costa ionica fino alla Sicilia, in Puglia l’unico insediamento sia Taranto, lasciando scoperta, o meglio in mano messapica, la costa adriatica con il porto naturale di Brentesion: i Messapi hanno evidentemente un completo controllo del territorio. Ciò risulta più chiaro se consideriamo la distribuzione degli insediamenti, come Gnathia, Carbina (Carovigno), Ostuneum (Ostuni), Caelium (Ceglie M.), Uria/Orra (Oria), Scamnum (tra Latiano e Mesagne), Brentesion (Brindisi), Lupie (Lecce)”.

 

 

Note:
1. Testo e immagini a cura dell’associazione culturale Larici, 2001.

 

 

 

 

webmasterwww.larici.it - info@larici.it