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ITALIA > Memoria storica in Val Serina
Prealpi lombarde, Alpi Orobie: monti e valli che meritano una gita, perché nascondono angoli suggestivi e tradizioni antiche. Già per ricordare i monti principali ci si rifà all’acronimo MAGA che indica il Menna, l’Arera, il Grem, l’Alben, cime che superano i duemila metri di altezza, nomi un po’ duri rispetto ad altri vicini, come il Monte Gioco e il Monte Castello. Li separano valli note: la Val Seriana (attraversata dal fiume Serio), la Val Brembana (dal Brembo), la Val Serina (dal Serina) e la Val di Riso, che, bagnata dal Riso, ricorda nel nome un passato di povertà: i minatori della zona venivano ricompensati con sacchi di riso. Le guide spiegano così l’etimologia di Oltre il Colle: “rispetto alla Val Brembana, Oltre il Colle è di qua del colle di Zambla che dovrebbe essere il naturale punto di riferimento cui allude il nome. La denominazione “oltre” si giustifica invece pensando che il primitivo senso di ingresso in valle, frutto dello sfruttamento minerario, proveniva dal versante seriano, rispetto al quale il territorio resta appunto oltre la linea di demarcazione dello spartiacque. Del resto il traffico che veniva da quella zona era molto intenso, giacché nel Cinquecento, ma anche prima, gli abitanti di Oltre il Colle erano apprezzati forgiatori di armi e di chiodi ricavati dal ferro che proveniva dalla Val di Scalve e da Valbondione”. In questi luoghi, ora rivolti al turismo, le originarie attività non sono state però del tutto dimenticate.
Miniera
Le miniere sono state chiuse nel 1982, ma non sono state completamente sfruttate. Con i materiali estratti dalle miniere, tra cui la marrone blenda, l’argentea galena e la calamina, si formavano lo zinco, il piombo e l’acido solforico.
L’ambiente è buio, molto freddo, silenzioso, percorso da lunghi tunnel coperti da travi di legno dette centine: alcuni tunnel portano alla zona estrattiva vera e propria, altri servivano da magazzino per dinamite e detonatori (riconoscibili perché sul pavimento di cemento si vedono ancora i segni delle tavole di legno usate per riparare la dinamite dall’umidità del terreno), altri ancora, ciechi, erano usati dai minatori come rifugio in caso di esplosioni. Ma
come avveniva il lavoro in miniera? Ecco un breve schema: Tra i minerali poco pregiati è nota la pirite, chiamata “oro degli sciocchi” perché assomiglia all’oro ma ha pochissimo valore sul mercato. Museo della miniera e dei minerali A Zorzone, è possibile vedere una ricostruzione della vita in miniera e un’ampia selezione dei minerali estratti in tutto il mondo.
Al piano terreno del museo, quindici vetrine contengono oltre mille minerali provenienti da tutto il mondo, tra cui alcuni fosforescenti. Microscopi aiutano a identificare particelle preziose in materiali all’apparenza inutili.
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