ITINERARI > ITALIA > Nino Carboneri, Il Parco di Viboccone, 1966

 

È un parco che non c’è più da tre secoli, da quando l’assedio di Torino (1706) distrusse il regio palazzo ivi contenuto. Lo storico Nino Carboneri (scomparso nel 1980) ha ripercorso le vicende legate alla progettazione e alla sua attribuzione ad Ascanio Vitozzi (1539-1615). Vitozzi, nato nell’orvietano e formatosi a Roma, fu l’ultimo tra gli architetti che nel Cinquecento emigrarono nell’Italia settentrionale. L’urbanistica di Torino e l’architettura piemontese si svilupparono per almeno due secoli su presupposti vitozziani. Sue opere sono Santa Maria al Monte dei Cappuccini a Torino che supera la tipologia bramantesca della croce greca e si coordina con suggestiva efficacia al paesaggio naturale circostante; il santuario di Mondovì-Vicoforte che porta alle più impegnative conseguenze le ricerche cinquecentesche sulla pianta ellittica; la chiesa della Trinità a Torino che prefigura, mediante lo schema triangolare e la tensione espressionistica della cupola, i noti esiti barocchi, in particolare borrominiani. Molte altre opere di Vitozzzi sono rimaste incompiute o inattuate, oppure rese irriconoscibili dalle trasformazioni successive o irrimediabilmente perdute. Come è avvenuto per il palazzo di Viboccone (un tempo detto “delle Delizie”), sulle cui rovine fu costruita la Manifattura dei Tabacchi. Come è successo per il parco che lo circondava, nella cui area crebbero una chiesa, il cimitero, dei quartieri operai solo una piccola area verde ricorda ancora che quello è il luogo dove dominarono la fantasia e il divertimento.

 

 

 

 

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