ITINERARI > RESTO DEL MONDO > Giovan Battista Ramusio, Delle Navigationi et Viaggi > Le navigazioni di Alvise da Ca' da Mosto e Pietro di Sintra, [1507] (*)


Il veneziano Alvise Ca’ da Mosto (o Cadamosto, 1432-1488) compì numerosi viaggi a scopo commerciale lungo le coste del Mediterraneo. Verso il 1455, entrò al servizio dell’infante Enrico del Portogallo (figlio del re Giovanni I) e accettò di partecipare ad una spedizione di scoperta sulle coste atlantiche. Partito alla volta di Madera, toccò Porto Santo e le Canarie, dopo di che, doppiato il Capo Bianco, costeggiò il Senegal con l’intenzione, oltrepassato il Capo Verde, di esplorare la Gambia: ma dovette tornare in Portogallo essendosi rifiutato l’equipaggio di proseguire. Nel 1456 insieme col genovese Antoniotto Usodimare o Antonio (Antoniotto) da Noli, comandante di una nave che egli già aveva incontrata nel precedente viaggio, ritentò l’impresa. I due navigatori nel nuovo viaggio dopo aver scoperto le isole di Capo Verde, riuscirono a spingersi fino alla foce del Rio Grande e alle isole Bissagos. Al ritorno Alvise Ca’ da Mosto si trattenne per vari anni in Portogallo occupandosi di commercio e quindi si recò a Venezia dove assunse il comando delle galere armate per il commercio con Alessandria. Dei suoi due grandi viaggi egli lasciò una relazione che sembra abbia steso durante il suo soggiorno a Lagos in Portogallo. Fu pubblicata per la prima volta a Vicenza nel 1507 in Paesi nuovamente ritrovati et Novo Mondo da Alberico Vesputio Fiorentino intitolato. In seguito Giovan Battista Ramusio la inserì nel primo volume de Delle Navigationi et viaggi, edito a Venezia nel 1550, introducendola con le sue osservazioni.
Sulla scoperta delle isole di Capo Verde da parte di Alvise Ca’ da Mosto, data per certa da Ramusio, non tutti gli storici sono concordi, alcuni attribuiscono la scoperta di due isole al navigatore genovese Antonio da Noli e delle altre a Diego Gomez. Antichi documenti accennano alla esistenza di una carta di viaggi compilata dal Alvise Ca’ da Mosto che è andata perduta, ma è certo che di essa e della relazione si è valso il cosmografo fra Mauro (?-1459) per la compilazione di un mappamondo con i Paesi africani visitati e descritti da Alvise. Sul mappamondo (riprodotto a lato) c’è l’iscrizione: «È risaputo che il mare chiamato Oceano, tra le Isole di Capo Verde ed il continente, gira improvvisamente verso sud; quando Ercole qui giunse con le sue navi e vide il declivio (corrente) del mare tornò indietro, e alzò una colonna, l’iscrizione sulla quale prova che Ercole non andò oltre. In seguito questo scrittore è stato spedito più lontano dal re del Portogallo, nell’anno 1485».

 

 

Nota:
*. Gli scritti Le navigazioni di Alvise da Ca' da Mosto e Pietro di Sintra furono pubblicati per la prima volta nel 1507 e inseriti da Giovan Battista Ramusio nel primo volume della sua ponderosa opera Delle Navigationi et viaggi, edito a Venezia nel 1550.

 

 

 

 

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