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RESTO DEL MONDO > Emanuele Diotto, Antonio da Noli e la scoperta delle isole del Capo Verde (1)


Le dieci isole di capo Verde, arcipelago dell'Atlantico a oltre 600 chilometri dalle coste africane senegalesi e rinomata meta turistica, sono di origine vulcanica e hanno paesaggi incantevoli. Furono scoperte da un genovese, Antonio da Noli, e non (o non solo) dal veneziano Alvise Ca' da Mosto, come la storiografia tramanda.


Fra i navigatori liguri del periodo tardo medioevale, spicca la figura di Antonio da Noli (1419-1491). Una figura caratteristica, significativa e per certi aspetti complessa. Un nome quello di Antonio da Noli, che alla maggior parte dei lettori suonerà poco conosciuto, ma che ha avuto una grande importanza nella storia delle esplorazioni geografiche, tanto da essere accreditato come l'autentico scopritore delle sette isole del Capo Verde (Sao Tiago, Santo Antonio, Sao Nicolau, Boa Vista. Maio, Sal e Sao Vicente). Proprio la scoperta, verso la metà del secolo XV, di queste isole - il cui nome deriva dal promontorio africano di Capo Verde che è il punto del continente più vicino ad esse - consentì ai Portoghesi il successivo balzo verso il Capo di Buona Speranza, la circumnavigazione dell'Africa e la scoperta delle Indie (spedizione di Vasco de Gema del 1497-1498).

Di Antonio da Noli si sa, se non molto, abbastanza. Di contro, di Antoniotto Usodimare, altro navigatore genovese impegnato anch'egli nella scoperta delle isole del Capo Verde e ritenuto lo scopritore delle foci del fiume Gambia, si sa ancora meno; al punto che questi due navigatori liguri sono stati spesso identificati in una sola persona da numerosi studiosi che si sono occupati di storia delle esplorazioni.

Lo storico inglese R.H. Major, nel suo libro "La vita del principe Enrico il Navigatore" ricorda come nella cronaca di Jacopo Doria appaia, nel 1264, un capitano di nome Antonio Usodimare: a suo avviso, tale nome sarebbe rimasto famoso a Genova per avere egli partecipato alla spedizione dei fratelli Vivaldi sul finire del 1200, tanto che Antonio da Noli avrebbe scelto questo soprannome nell'accingersi a compiere un'impresa dello stesso tipo.

Ma sull'esistenza di Antonio da Noli e sulle qualità di uomo d'azione non ci sono dubbi. Lo storico ufficiale dell'espansione coloniale portoghese, Barros, riferisce con estrema precisione i dettagli della figura del navigatore nolese, nel suo volume "Asia", pubblicato a Venezia nel 1562: "In questo medesimo tempo (1461) troviamo ancora che si scoprirono le isole che ora chiamiamo del Capo Verde, da Antonio di Nolle, di natione genovese, et di sangue nobile, che per alcuni dispiaceri che hebbe nella patria sua se ne venne con due navi et un navilio, in compagnia del quale veniva Bartolomeo di Nolle, suo fratello, et Raffaello di Nolle, suo nipote. Ai quali l'Infante diede licentia, che andassero a scoprire: dal di che partirono dalla città di Lisbona in sedeci, andarono nell'isola di Maggio: alla quale misero questo nome perciocche vi giunsero in tal dì. Et nel seguente dì di San Filippo et San Giacopo, scoprirono due isole, le quali hanno ora il nome di questi Santi".


Genova in una carta nautica di Visconte Maggiolo nel XVI secolo (Civica Biblioteca Berio)

Carta nautica di Visconte Maggiolo (Civica Biblioteca Berio)

A Noli, evidentemente e giustamente, tenevano alla memoria di questo figlio, ultima meteora luminosa che rischiarò il tramonto della sua patria.
"La fede di nascita del nostro navigatore - continua Gandoglia - ci è per fortuna conservata dalla particella "da" che va unita al suo nome e, se si vuole conoscere la verità, basti guardare con quanta premura i predetti scrittori di Genova danno il frego a questa povera particella. Essi cantano all'unisono Antonio Noli, genovese: a questo modo, siccome tutti i Liguri all'estero son detti Genovesi, così dovrebbero dirsi nativi di Genova quanti nascono dal Varo alla Magra".

Antonio da Noli fu un grande navigatore e fu il più grande figlio del borgo marinaro del Ponente, già Repubblica Marinara, fedele alleata di Genova, sede vescovile, ricca di tradizioni marinare e militari elevata a rango di città da Papa Gregorio IX dopo il generoso invio di 72 navi e di legni minori in aiuto della Santa Sede al tempo della Seconda Lega Lombarda.

Chiarito ogni equivoco, esaurita questa lunga premessa sulla confusa identificazione di Antonio da Noli in Antoniotto Usodimare (due figure nettamente diverse, con ognuna il proprio retaggio di gloria, separate in maniera tale da dare a Genova uno dei suoi figli più distinti e a Noli il suo più illustre cittadino), spazio alla storia magari romanzata ma pur sempre storia.

 

 

Nota:
1. Emanuele Diotto, Antonio da Noli e la scoperta delle isole del Capo Verde, in "La casana", n. 4, aprile-giugno 1983, pp. 10-15

 

 

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